Scrittrici e scrittori esordienti: oltre 60 nuove voci italiane da scoprire nel 2023

Anche il 2023 dell’editoria libraria vedrà debuttare numerose autrici e autori, a conferma dell’attenzione delle case editrici grandi e piccole (e del pubblico, come pure dei premi – vedi la vittoria al premio Campiello 2022 del debuttante Bernardo Zannoni) per le nuove voci della narrativa.

Torna dunque lo speciale de ilLibraio.it dedicato alle scrittrici e gli scrittori esordienti.

Tra i tanti debutti che abbiamo selezionato, e che proponiamo non in ordine di importanza, trovano spazio romanzi di genere, narrazioni autobiografiche, storie familiari e opere letterarie generazionali, di formazione e, in alcuni casi, sperimentali.

Inizia inoltre a crescere il numero di autrici e autori che arrivano alla “prima volta” sugli scaffali delle librerie fisiche dopo essersi fatti notare online, spesso su Wattpad (del resto, il bestseller del 2022 nelle librerie italiane è stato Il fabbricante di lacrime di Erin Doom, portato in libreria da Magazzini Salani dopo il successo in versione autopubblicata), segno che anche gli editori si stanno aprendo a nuove modalità di scouting, che si vanno ad affiancare, ad aggiungere a quelle tradizionali.

E veniamo così al nostro viaggio (che non ha la pretesa di essere esaustivo) tra gli esordi narrativi più promettenti del nuovo anno: partiamo da Francesca Giannone, che con il suo primo romanzo, in uscita a inizio gennaio per Nord, ci porta nel Salento del 1934. L’autrice ha raccontato: “La portalettere nasce da un biglietto da visita di cent’anni fa che, durante il lockdown, ho ritrovato per caso in un cassetto di famiglia, insieme a vecchie foto in bianco e nero. Sul biglietto c’era scritto soltanto: ‘Anna Allavena. Portalettere’. Così mi sono messa sulle tracce di Anna, sono andata alla ricerca di lei, della sua storia. Ho scoperto una donna straordinaria. Anna era la mia bisnonna“. Un libro sulla storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, che allo stesso tempo è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni ’30 fino agli anni ’60, passando per una guerra mondiale, per il rock and roll e per le istanze femministe.

Non lasciamo la Puglia. In primavera leggeremo infatti il romanzo d’esordio di Anna Chiara Fina, Agosto brucia ancora, proposto da Guanda. Ambientato nella regione di origine dell’autrice, insegnante nata nel 1991 a Lecce, il libro racconta un’intensa amicizia femminile, su cui incombe il tragico segreto della violenza subita da Carlotta da un uomo, “l’alieno”, che condizionerà non solo il rapporto tra lei e l’amica Emma, ma soprattutto le loro vite. Dopo anni di silenzio e dopo la morte di Emma, Carlotta riuscirà a parlare della violenza subita con il figlio dell’amica. Una discesa nell’abisso necessaria, per provare a ricominciare a vivere.

Rimaniamo al Sud. Monica Acito, classe 1993, insegna discipline umanistiche presso la scuola secondaria di primo e secondo grado, e collabora con ilLibraio.it. L’autrice di Uvaspina, in uscita il 22 febbraio per Bompiani, è cresciuta in Cilento e ha iniziato a scrivere da bambina. Ha frequentato la Scuola Holden e nel 2021 ha vinto, tra gli altri, il Premio Calvino per la narrativa breve. Dopo aver pubblicato racconti per diverse riviste, firma un primo romanzo che porta il lettore nel 1991, sullo sfondo una Napoli mutevole. Un esordio che parla di amore, gelosia, rinascita e disperazione, e che ha per protagonista Uvaspina, il femminiello, sensibile e fragile, e la feroce sorella Minuccia. Fino all’incontro del personaggio che dà il titolo alla storia con Antonio, il pescatore dagli occhi di due colori diversi, che legge libri e non ha paura del sangue, che sa navigare fino a Procida e rimettere al mondo un criaturo che dubitava di sé stesso. La purezza del loro incontro, però, non potrà nascondersi a lungo…

uvaspina monica acito

Sempre nello scenario napoletano, in primavera debutterà con Garzanti Stefania Spanò. Il suo romanzo, Nannina, è ambientato a Secondigliano: Stephanie ha dieci anni, e ogni volta che torna a casa si lamenta con sua madre perché i suoi cugini giocano all’aperto e lei no. Sa che uscire a giocare in quel quartiere è pericoloso, ma non solo. Mentre va a scuola, spesso sente i sussurri delle altre mamme che la indicano come la nipote della pazza e che bisogna stare attenti, perché la pazzia è una cosa che si eredita come il colore degli occhi. Eppure Stephanie non ci bada. Dopo scuola, torna a casa e si mette a leggere sul balcone. Stephanie studia, perché sa che le parole sono l’unica difesa contro il mondo. Gliel’ha detto la nonna, Nannina de Gennaro, detta Nannina la ‘cuntastroppole’, la cantastorie. Per alcuni è solo una vecchia pazza, ma per altri è colei che grazie alle sue storie e ai suoi cunti recitati nei cortili ha donato un’identità e una dignità alle madri di famiglia sfiancate dalla miseria e dalla protervia degli uomini. Fino al giorno in cui qualcuno ne ha avuto abbastanza e Nannina è stata messa a tacere. Ma adesso spetta alla nipote riprendere la sua voce, cercare nei cunti e nelle storie un riscatto. L’autrice è lei stessa una cantastorie: in un’epoca in cui la tradizione orale riprende vita, gira per la città, le case e le scene con i suoi “cunti”. E lo fa perché sua nonna glielo ha tramandato.

Veniamo a un altro atteso debutto di inizio 2023: Longanesi a gennaio propone Ci sono mani che odorano di buono di Sara Gambazza, un romanzo sull’importanza dell’accoglienza e della cura, che mostra ombre e luci della provincia italiana, e racconta di vite silenziose che cercano il loro posto nel modo. L’autrice è un’infermiera, e narra con empatia le fragilità dei suoi personaggi, in un’opera prima che affronta temi come la solitudine, le vite ai margini, e la forza di amare, nonostante tutto. Gambazza vive nella campagna parmense con il marito, tre figli e quattro cani. Ci sono mani che odorano di buono, ha spiegato, è un libro nato ripensando con tenerezza e nostalgia a un importante periodo della sua vita.

sara gambazza ci sono mani che odorano di buono

E veniamo agli esordi di Einaudi. A febbraio è in uscita, nella collana Unici, Azzardo di Alessandra Mureddu. A raccontare questa storia, la sua storia, è una donna che ha superato da poco i quarant’anni. La sua mano non fa che infilare banconote nella fessura delle slot e premere il tasto start, per anni. Mureddu, che vive a Roma, racconta la dipendenza, segno del nostro tempo, che passa dalle macchinette alle relazioni sessuali e affettive, al padre, al cane, e potrebbe estendersi a qualsiasi cosa.

A inizio primavera Einaudi Stile libero proporrà l’atteso La malnata di Beatrice Salvioni: protagoniste un’adolescente reietta e una coetanea che impara a conoscerla per davvero, al di là di ogni pregiudizio. E che grazie a lei trova il coraggio di far sentire la propria voce e a confessare la verità. Un romanzo di formazione sullo sfondo di una provincia padana oppressa dal controllo, dal sessismo e dalla violenza del fascismo, già venduto all’estero (uscirà in ben 32 lingue) e i cui diritti televisivi e cinematografici sono già stati opzionati prima della pubblicazione. L’autrice, nata a Monza nel 1995, vive a Torino. Nel 2021 si è diplomata alla Scuola Holden e ha vinto il Premio Calvino racconti.

Ancora Einaudi, e ancora la collana Unici, con Centomilioni di Marta Cai, che esce in primavera: Teresa ha quarantasette anni, insegna e vive con i genitori in una cittadina di provincia. Figlia per sempre, succube di una madre dispotica, sola, si tiene a galla assecondando i ritmi blandi dei giorni. Soltanto tra le righe del suo diario può fantasticare su Alessandro, un suo ex studente, bellissimo e sbruffone. Lui invece sogna il turbine di una nuova vita lontano da lì, i Centomilioni iperbolici da cui ripartire e un futuro bellissimo. Cai, nata a Canelli nel 1980, vive da qualche anno in Brasile e ha tradotto numerosi libri.

Da Einaudi a Mondadori: Stella Poli è nata a Piacenza nel 1990. È assegnista di ricerca in linguistica italiana presso l’Università di Pavia, insegna poesia contemporanea nel master editoriale MasterBook ed è nella redazione di Trasparenze e La Balena Bianca. La gioia avvenire (in uscita a gennaio), finalista alla 34esima edizione del Premio Calvino, è il suo romanzo d’esordio, una riflessione sul consenso, sulla fallibilità della giustizia umana e sulla persistenza delle ferite. La protagonista, Sara, psicoterapeuta trentenne, è seduta nello studio di un giovane avvocato, a cui sta per parlare della storia di Nadia, una sua paziente. Raccontare una storia significa farla esistere, e una volta che esistono le storie esigono: un seguito, una conseguenza, una redenzione. Nadia aveva quattordici anni quando la sua storia si è inceppata. Nascondeva le forme sotto felpe da basket, era brava a scuola e cantava nel coro della chiesa. Un giorno un quarantenne sposato, amico del padre, ha cominciato a corteggiarla: lei all’inizio non ha percepito il pericolo, e ci sono voluti mesi, poi, prima che trovasse la forza di sottrarsi. E ci è voluto molto più tempo prima che fosse davvero pronta per denunciare. È troppo tardi per cercare giustizia?

la gioia avvenire stella poli

Restiamo a Segrate. Alessio Zucchini, nato in Umbria nel 1973, è giornalista del Tg1, di cui oggi conduce l’edizione delle 20, e ha seguito come inviato alcuni dei principali eventi di cronaca degli ultimi anni. Dopo aver pubblicato un libro su Unabomber (Nutrimenti, 2003) e una serie di racconti nell’antologia Lama e Trama (Perdisa Pop, 2010-2011), a gennaio pubblica il suo primo romanzo: Una famiglia (Mondadori). La famiglia di Paola non è come le altre. Suo padre, Domenico La Paglia, è un boss della ‘ndrangheta e rappresenta tutto quello a cui lei si è ribellata. Da Pietranera – un paesino calabrese arrampicato su una montagna a picco sul mare – è scappata a Milano, ha fatto carriera nel mondo della moda e iniziato una nuova vita. Ma ciò da cui ha cercato di prendere le distanze ha tentacoli lunghi, e si è presa anche il suo fratello più piccolo, Matteo. C’è solo la guerra tra clan dietro la morte di suo fratello? Ora che il dubbio si è insinuato nella sua mente, la verità è un premio per cui è disposta a pagare un prezzo molto alto.

una famiglia alessio zucchini

E veniamo al terzo debutto in arrivo nel 2023 per Mondadori, firmato da Arianna Montanari, bolognese classe 1987, che lavora alla libreria Colibrì di Milano. Parole nascoste esce a marzo ed è la storia dell’amore complicato e forte di una figlia verso il padre, un amore che finalmente trova le parole per esprimersi: un libro capace di intercettare gli stati d’animo di una bambina alle prese con il mondo dei grandi. Alcolismo, depressione, malattia sono le parole impronunciabili che la figlia, diventata grande, recupera e insegue nei labirinti della memoria, affiancando il punto di vista di un’Arianna bambina a quello della donna adulta che ha ricostruito, compreso e meditato, giungendo all’accettazione del mistero che spesso i genitori non smettono di essere.

arianna montanari parole nascoste

Dopo l’esordio (nell’autunno 2021, con Bompiani) di Pietro Castellitto (autore de Gli iperborei), a metà gennaio arriva il debutto narrativo della più piccola della famiglia Castellitto-Mazzantini, Maria Castellitto, classe ’97, di cui Marsilio pubblica menodramma. La sua scrittura viene definita “esatta e malinconica”, e dai “toni nichilisti e comici”. Londra, città in cui l’autrice si è diplomata e dove è ambientata la storia, è una miniera di notte e un cantiere di giorno. Duna, la protagonista, si è laureata in Filosofia nell’università più illuminata d’Inghilterra, e ora legge sceneggiature. Nonostante sia molto giovane, ha già una vita di prima. Tra la vita di adesso, seduta a una scrivania davanti a un collega più grande che le si rivolge in modo gentile e che di certo la ama, e la vita di prima a Roma, seduta in un’aula scolastica o su un motorino in compagnia di Veronica, c’è un proiettile la cui vittima non è ancora decisa. Duna voleva scrivere un romanzo, ma ha smesso. Il protagonista era un ragazzo vestito da pagliaccio armato di mannaia. Forse non era uno sconosciuto. Duna gioca con Alexander, un amico geniale e lunatico ricoverato in una clinica psichiatrica: si parlano attraverso gli slogan pubblicitari. Duna incontra un giovane e famoso cantante. Si innamorano, solo che il lieto fine, nelle favole come nella vita, dipende sempre da dove smetti di raccontare la storia, e qui non si sono fermati in tempo. Se non fosse che, tornando da una festa alla quale era andata con lui, nella notte in cui più intensamente di altre medita il suicidio, Duna incontra un uomo. E l’uomo ha una pistola…

maria castellitto menodramma marsilio

Saranno molti, nel nuovo anno, gli esordi italiani in casa Marsilio: a febbraio è in uscita Fine di un matrimonio di Mavie Da Ponte (nata nel 1987, vicino al mare e in mezzo alle storie). Studi linguistici e un dottorato in letteratura francese contemporanea, l’autrice inizia il suo primo libro con la fine del matrimonio tra Berta e Libero: Berta ha una galleria d’arte; Libero ha un’altra. Innamorarsi, in fondo, è più semplice che tenere in piedi un matrimonio o una relazione, ricominciare è meno faticoso che provare a riparare: questo narra il debutto di Da Ponte…

mavie da ponte fine di un matrimonio

Sempre dalle parti di Marsilio ad aprile toccherà all’esordio di Giorgia Bernardini, con Area piccola, in cui l’autrice, nata a Catania nel 1985, racconta il basket come metafora del talento. Bernardini vive a Berlino, è un’ex cestista e un’ex archeologa, e ha pubblicato racconti su riviste. La protagonista del romanzo, Chris, è una ragazza che ha trovato nel basket un modo per farsi amare. Dal pubblico, dalle compagne di squadra e dall’allenatore. Chris vuole essere “vista”: anche da sua madre…

Restiamo in casa Marsilio: Maddalena Vaglio Tanet, classe ’85, ha studiato letteratura all’Università di Pisa e alla Scuola Normale. Si è poi trasferita a New York per un dottorato alla Columbia University. Adesso abita a Maastricht e lavora come scout letteraria. Ha pubblicato poesie in italiano e tedesco, oltre a libri illustrati, come Il cavolo di Troia e altri miti sbagliati (Rizzoli, finalista al premio Strega Ragazzi 2021 come miglior esordio). Tornare dal bosco è un romanzo che mette in scena gli abitanti di un intero paese e che, soprattutto, narra le gesta di bambini dei quali – come scriveva Simona Vinci al suo esordio – non si sa niente, se non che sono gli unici a conoscere quanta realtà ci sia nelle favole, quanto amore stia nella paura, e quante sorprese restino acquattate nel bosco.

A maggio, poi, sempre Marsilio proporrà il primo libro di Valentina Parasecolo. Cronache private ci porta nel 1969: Dora e Giovanni, legati da un amore giovanile, si ritrovano in un piccolo borgo umbro dove si consuma un crimine che segna la comunità e l’inizio di una fase della storia italiana…

E veniamo a un memoir, La paura ferisce come un coltello arrugginito, in uscita a fine gennaio da Nottetempo. L’autrice, Giulia Scomazzon, è nata a Vicenza nel 1987, ha un dottorato in Letterature e Media e nel 2021 ha pubblicato il saggio sul “true crime” Crimine, colpa e testimonianza (Mimesis). Leggendo il suo primo libro narrativo incontriamo Roberta e  la stessa Giulia, madre e figlia, separate per sempre nel 1995 da un male terribile come l’Aids. Giulia allora ha otto anni, e a lungo la vera causa della morte di Roberta le verrà tenuta nascosta: la nonna e il padre temono infatti lo stigma con cui la società dell’epoca condanna la malattia e la “tossicodipendenza”. Ma la reticenza e la finzione si fanno sempre più insostenibili ed ecco che Giulia, ormai adulta, decide di lavorare sulla memoria individuale e collettiva, sulla sua storia che è anche la storia dimenticata di tante altre persone. Vuole restituire un’immagine veritiera e completa di Roberta, donna affettuosa e gentile, operaia in fabbrica. A completare la figura sfocata della madre, che Giulia ricerca avidamente nelle fotografie di famiglia, viene chiamato anche Andrea, il padre che per tutta la vita ha tentato a suo modo di proteggerla, tenendola distante da un passato doloroso. Scomazzon pone a se stessa e al lettore la domanda più difficile: come si supera la paura del passato e dell’assenza? E come si affrontano i modi imprevedibili attraverso cui il lutto si muove su di noi?

Giulia Scomazzon La paura ferisce come un coltello arrugginito

Il 14 febbraio Piemme propone il primo romanzo di Emanuele Galesi, Sei tu il figlio. Vincitore del premio Angelo Zanibelli “La parola che cura” nella sezione opere inedite, la casa editrice lo presenta come un’opera dolorosamente sincera, che grazie al punto di vista del protagonista, offre una lettura nuova del problema della tossicodipendenza. Non lo strazio di un genitore che vede annullarsi ogni possibilità di futuro per il proprio figlio, ma lo spaesamento di un figlio, al capezzale del padre, che deve costruire proprio sulle macerie lasciate dall’uomo.

E adesso arriviamo a un libro dedicato al mondo della settima arte: guarda caso sono sette le storie di cinema, e sette le vite che attraversano, inconsapevoli, le tragedie del secolo inseguendo sogni di celluloide, e che troviamo raccolte in L’ultima innocenza, debutto narrativo di Emiliano Morreale, in arrivo per Sellerio. Vicende vere, poco note, avventurose, drammatiche o ridicole; persone che cercano, nel cinema, di salvare qualcosa: loro stessi, i loro cari, l’amore, la dignità, rincorrendo una redenzione impossibile. Tutte, in un modo o nell’altro, si accorgono che la bellezza, o la fama, non salveranno né loro né il mondo. Morreale, nato a Bagheria nel 1973, insegna alla Sapienza e ha lavorato in festival e cineteche. Ha scritto e curato libri su Mario Soldati, Carmelo Bene, la nostalgia nel cinema, il mélo degli anni ’50 e sul cinema di mafia.

l'ultima innocenza emiliano morreale libri da leggere 2023

Non è un esordiente assoluto (nel 2020 è uscito da Mondadori La quarta versione di Giuda), ma sempre Sellerio nel nuovo anno punta su La tesi di Dario Ferrari. Nato a Viareggio, l’autore ha studiato Filosofia a Pisa, dove ha conseguito un dottorato di ricerca. La tesi narra con sarcasmo e amarezza l’università italiana, il baronaggio e le umiliazioni a cui studenti e ricercatori sono continuamente sottoposti, fino a spingerli ai gesti più tragici. Ma è anche un romanzo sul brigatismo degli anni Settanta e sulla memoria storica, che rielabora in chiave ironica l’atmosfera di quegli anni, i sogni di quei ragazzi che credevano in un futuro diverso, ma che sono stati travolti dalla Storia.

E ora un tuffo nel profondo passato. Ne La versione di Elena (a febbraio per Ponte alle Grazie) Francesca Sensini racconta in prima persona la storia di Elena di Troia. In questo libro, che in parte si inserisce nel fortunato filone dei “retelling mitologici”, Elena di Troia, l’eroina della mitologia da sempre raccontata da uomini, prende la parola e svela la storia della sua vita. Il risultato è una riflessione su cosa significa portare il peso della bellezza per una donna, ieri come oggi. Nata a Genova nel 1974, l’autrice, dopo una laurea in lettere classiche, ha insegnato in Francia in varie università, e oggi è professoressa di Italianistica all’Università Côte d’Azur.

francesca sensini la versione di elena

Di nuovo un tuffo nel tempo, ma decisamente più vicino a noi. Erika Anna Savio, classe 1976, è cresciuta a Mirafiori Sud, all’ombra delle ciminiere della Fiat. Laureata in Lettere Moderne, insegna alle scuole medie. Da giornalista e da autrice ha continuato a interessarsi della vita nelle periferie attraverso due libri di indagine sociale e testimonianza territoriale, ideati e scritti insieme all’urbanista Federico Guiati. A gennaio arriva in libreria per astoria il suo primo romanzo, I ragazzi sognano in technicolor, che ci porta a Torino a fine anni ’80: una storia di formazione che vede protagonista Lisa, una ragazza timida che, in seguito alla separazione dei genitori, si è trasferita con la madre e il fratellino da un paese sul mare a un quartiere degradato. Oltre a dover ricominciare una vita da zero, ora deve fare i conti con una madre che le delega la responsabilità del fratello, non è in grado di accudirla e la costringe alla convivenza con un nuovo amante pericoloso.

Erika Anna savio, I ragazzi sognano in Technicolor

Dagli anni ’80 agli anni ’50 del secolo scorso. In casa Feltrinelli a fine febbraio è attesa la pubblicazione di Vicolo Sant’Andrea 9 di Manuela Faccon, romanzo ispirato a vicende familiari dell’autrice, frutto di un lavoro di ricerca, che porta nella Padova del dopoguerra. Un libro sulla dignità al femminile, su cosa può aver significato in quel periodo essere una donna non sposata e senza figli, e sui sacrifici che comporta l’emancipazione.

manuela faccon esordiente

Sarà in libreria a marzo Il destino dell’ortica, romanzo d’esordio di Flavia Cercato, edito da Rizzoli: la storia abbraccia quattro generazioni di donne controcorrente lungo un secolo, nel fantasmagorico quartiere Coppedè di Roma. Una saga familiare “piena di vivacità, di figure femminili inquiete e geniali, di amori e delusioni, di tarocchi e magia, di mogli madri figlie e zie, che hanno la forza di prendere a schiaffi la sorte per ritagliarsi il ruolo che desiderano nelle trame della vita”.

E veniamo alla collana Stanze di Salani, dove il 17 gennaio si attende l’uscita di Camilla Ghiotto, con Tempesta, la storia di un padre e di una figlia che ardono dalla voglia di conoscersi, ma sono condannati soltanto a sfiorarsi. Novant’anni lui, diciotto lei, imparano ad ascoltarsi soltanto negli ultimi mesi di vita dell’uomo, durante i quali la ragazza cercherà di riannodare non soltanto i fili del loro rapporto, ma il legame tra il suo presente e la memoria collettiva. L’autrice, 23enne, studia Filosofia a Roma; suo padre Renzo, scomparso pochi anni fa, è stato partigiano e con il soprannome di “Tempesta” ha comandato una brigata sull’altopiano di Asiago.

Camilla Ghiotto Tempesta Salani

Cambiamo decisamente genere: Liberi come la neve (Garzanti) è il primo romanzo di Rita Nardi, giovane esordiente attiva su TikTok, che attualmente studia Lettere Moderne alla Sapienza di Roma e che ha iniziato a scrivere con successo proprio online, su Wattpad. Il suo libro, in uscita il 24 gennaio, racconta la storia di Nive White, una ragazza che da quando ha perso i genitori ha sempre vissuto sballottata da un paese all’altro, senza mai trovare una casa. Una volta arrivata tra i territori innevati del Canada, dove suo zio Henry la ospita, le sembra di trovare la pace. C’è solo una persona a cui Nive proprio non piace: un ragazzo schivo, con occhi grigi e impetuosi. Si chiama Hurst, e reputa Nive una straniera, qualcuno che non appartiene alle gelide foreste della tribù Navajo di cui fa parte. Eppure, anche se le sue parole la feriscono, il suo sguardo brucia e legge la sua tristezza. E se la sua vita potesse essere diversa?

Liberi come la neve rita nardi esordienti 2023

Prima dell’estate, Magazzini Salani, che con Erin Doom ha pubblicato l’autrice italiana (sotto pseudonimo) più venduta del 2022 (partita, come anticipato, dall’autopubblicazione e da Wattpad), proporrà Wings, romance con cui debutta Valentina Ferraro. Si tratta del primo di una serie di dieci libri, autoconclusivi, firmati da dieci autrici diverse, che esplorano le diverse sfaccettature del romance (second chance, spicy, sport etc.). Tutti questi romance saranno ambientati nell’orfanotrofio Red Oak Manor (“Red Oak Manor Collection”), un luogo infestato di ricordi. Si comincia con Wings, e anche in questo caso parliamo di un romanzo autopubblicato, giù un caso su #BookTok. I due protagonisti sono decisi a fuggire dalle mura grigie e umide di Red Oak Manor, sulle ali del loro amore… Ferraro, classe ’81, è nata a Roma e ha vissuto in molti luoghi all’estero. Si è laureata in Giurisprudenza in Italia, per poi lavorare all’estero. Dal 2014 vive a Verona, con il marito e la figlia, e collabora con il blog letterario Romance & fantasy for Cosmopolitan Girls.

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E veniamo a un debutto particolare, quello di Michele Mellara, docente di Cinema Documentario al’Università di Bologna, socio fondatore della Mammut Film, documentarista, regista e sceneggiatore. Sociopatici in cerca di affetto (a marzo per Bollati Boringhieri) è il suo (originale) libro di esordio. Raccoglie brevi e ironici racconti interconnessi e ripartiti in quattro sezioni, che vedono protagonisti una galleria di personaggi insoliti: Coloro che amano, in cui i personaggi sono consumati da una passione bruciante per qualcuno o qualcosa, passione spesso portata alle estreme conseguenze; Ritratti in bilico, galleria di personaggi decisamente fuori dal comune; Tra le orecchie, monologo interiore di un ossessivo compulsivo; e Paesaggi sghembi, in cui i protagonisti sono oggetti inanimati o animali.

michele mellara sociopatici in cerca d'affetto

Sempre in casa Bollati Boringhieri ad aprile sarà la volta di Greta Pavan, nata nel 1989, redattrice e editor freelance, che si è fatta apprezzare dalla giuria del Premio Calvino, dove è giunta in finale, con una menzione speciale. Quasi niente sbagliato narra la storia di Margherita, nata nel 1990 da una famiglia veneta emigrata in Brianza alla fine degli anni Cinquanta. L’ambiente dell’hinterland per la protagonista del romanzo è asfittico e deprimente. Nella sua famiglia, e nel contesto in cui vive, c’è una devozione maniacale e religiosa al lavoro, unico parametro di giudizio e definizione del sé. Margherita spesso viene fatta sentire inadeguata. La ragazza sogna di diventare giornalista e si trasferisce a Milano, ma le esperienze professionali e umane sono talmente deludenti che, alla fine, riprendendo il ricordo di un (fantasticato?) suicidio passato, ruba una vecchia pistola di suo nonno ed esplode due colpi nella sede del giornale: uno verso una collega, e l’altro contro se stessa. Un’opera prima in cui è decisiva la costruzione narrativa originale – alcuni capitoli sono in forma di sceneggiatura teatrale o cinematografica – tramite cui la vita di Margherita appare attraverso frammenti non disposti cronologicamente.

Restiamo nel passato, ma andiamo ancora più indietro. È il 1942, e mentre la seconda guerra mondiale costringe i giovani italiani ad arruolarsi, un gruppo di circensi si nasconde fra i boschi della Val di Sur. È la compagnia che Anna, vedova forte e risoluta, dirige e protegge tenacemente dalle minacce esterne. Un giorno, però, la quiete del circo viene spezzata dall’arrivo di una giovane ragazza in fuga che, incespicando giù dalla montagna, grida disperatamente una parola che nessuno comprende: “Plishá”. Il suo nome è Dorothea, dono di Dio… In libreria a febbraio per Newton Compton La ragazza della montagna di Veronica Del Vecchio. Nata a Como nel 1996, diplomata alla Scuola Teatro Arsenale di Milano, l’autrice è co-fondatrice della compagnia Auriga Teatro, con la quale produce spettacoli di teatro, clownerie e teatro di strada. Appassionata di storia del circo, nel 2021 ha scritto il racconto breve Il Bagonghi, vincitore del Premio Chiara Giovani, e nel 2019 ha pubblicato per Tralerighe libri l’opera Reduce di Cefalonia. Ora il debutto nel romanzo.

veronica del vecchio la ragazza della montagna

Restiamo dalle parti di Newton Compton, che a gennaio pubblica Il quinto sigillo di Davide Cossu, un romanzo che Matteo Strukul presenta come “un thriller storico dal ritmo mozzafiato e travolgente che ritrae una Firenze rinascimentale magnifica e livida insieme. Personaggi carismatici e formidabili colpi di scena fanno di questo romanzo una lettura irrinunciabile”. L’autore è nato a Cagliari nel 1987. Laureato in Storia del Cinema e Filosofia, ha studiato Scrittura Creativa presso la Scuola Holden di Torino.

davide cossu il quinto sigillo libri da leggere 2023

Da un romanzo di genere a una storia più intima. Il 21 febbraio Fazi pubblica Parlami, debutto di un autore romagnolo classe ’91, Francesco Zani, che si confronta con dinamiche familiari complicate (un padre burbero, che si dedica solo al lavoro, una madre smarrita, due fratelli che crescono in mezzo a parole non dette e gesti che invece esprimono tutto). La trama porta negli anni ’90, sul lungomare di Cesenatico.

Francesco Zani Parlami esordi 2023

Andrea Cappuccini è nato a Roma nel 1991. Ha fatto molti lavori (il traslocatore, il cameriere, il receptionist, il cuoco, l’idraulico, il manovale, il guardiano notturno, ha montato piscine) e Grande nave che affonda è il suo primo romanzo (a febbraio per Atlantide). Ambientato a Torricella, un immaginario ma autentico quartiere della periferia romana, il romanzo inizia con l’arresto del ventenne Taddeo Romano, a cui la sua famiglia cerca di reagire nei modi più disparati: la madre Viviana prende a fare lunghe passeggiate notturne, la sorella Aurora si chiude in camera a guardare serie tv insieme al gatto, il nonno Settimo adotta un cane da caccia preparandosi per non si sa cosa, il padre Camillo parla col fantasma di una vecchia conoscenza. Al centro di tutto c’è Diego, il migliore amico di Taddeo, che si trasferisce a casa Romano, quasi a occupare il vuoto lasciato dal ragazzo. Cresciuto con storie e modelli che lui non può più inseguire, Diego assiste ai cambiamenti intorno a lui chiedendosi quale sarà il suo futuro, come un naufrago su una nave che affonda…

Grande nave che affonda Andrea Cappuccini

Alessio Parmigiani è nato a Genova nel 1996, ed cresciuto a Lavagna. Nel 2020 si è diplomato alla Scuola Holden (nel college Scrivere). L’anno dopo ha ricevuto una menzione al Premio InediTO (sezione Narrativa-racconti): a giugno è previsto per NN il suo esordio, Stelle per pianeti, presentato dalla casa editrice come un romanzo di provincia, disilluso ma anche pieno di speranza, la storia di un’amicizia tra due ragazzi, fatta di silenzi e segreti, adorazione e disincanto, in una piccola provincia soffocante e immobile, che coltiva silenzi e violenze fino a un punto di non ritorno.

stelle per pianeti alessio parmigiani esordienti

E sempre in casa NN in autunno è programmato un altro debutto: quello di Damiano Scaramella (nella serie degli Innocenti).

Quando si parla di esordienti ineluttabilmente torna il nome dello scrittore (e instancabile scopritore di talenti della narrativa) Pier Vittorio Tondelli. All’autore di Altri Libertini e Camere Separate, ma anche curatore delle antologie cult della serie “Under 25“, si ispira Accēnto, nuova casa editrice fondata nei mesi scorsi dal conduttore Alessandro Cattelan e affidata al direttore editoriale Matteo B. Bianchi (che a sua volta da tempo si occupa di scouting letterario anche tramite la rivista ’tina): a metà novembre Accēnto ha portato sugli scaffali l’antologia Quasi di nascosto. 12 nuovi autori sotto i 25, omaggio dichiarato all’esperienza tondelliana, che parte dalla domanda: di cosa scrivono oggi gli scrittori davvero giovani, quelli al di sotto dei 25 anni? E, più drasticamente, i giovani oggi scrivono? La risposta? A giudicare da questo libro, storie che raccontano di adolescenze difficili, di transessualità, di dislivelli sociali, di integrazione razziale, di vittime di guerra, ma anche, più semplicemente, di amori, amicizie, sesso e speranze.

quasi di nascosto antologia racconti accento

In casa Solferino, invece, poche settimane fa l’antologia Data di nascita, a cura di Teresa Ciabatti, ha segnato il via di un nuovo progetto editoriale dedicato a esordi (e non solo), la collana I Pavoni, che punta a scovare voci nuove e originali, non per forza al debutto assoluto. Non a caso la partenza è stata affidata ai racconti di undici scrittori trentenni, tutti già pubblicati: Jonathan Bazzi, Ilaria Caffio, Giulia Caminito, Elisa Casseri, Pietro Castellitto, Fabio e Damiano D’Innocenzo, Fumettibrutti, Tommaso Giagni, Mattia Insolia e Ginevra Lamberti.

Per I Pavoni la prossima uscita è prevista a maggio, e anche in questo caso non sarà un esordio assoluto: parliamo della raccolta di racconti La furia, firmata dalla poetessa Alessandra Carnaroli, qui al debutto nella narrativa, e già autrice per Einaudi di 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti.

Data di nascita Solferino

Il debutto di Solferino per il 2023 (non legato alla collana I Pavoni) è invece quello di Giovanni Anzaldo, autore della commedia romantica Raudo e i cuori nel caffè. Anzaldo è un attore, e ha recitato in film come Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, Il capitale umano di Paolo Virzì e Non è un Paese per giovani di Giovanni Veronesi. Come regista e sceneggiatore ha firmato lo spettacolo teatrale Sullo stress del piccione (2014).

Tornando ad Accēnto edizioni e al nuovo anno, a marzo 2023 sarà in libreria Madama Matrioska, opera prima di Anja Boato, finalista al Premio Campiello Giovani nel 2015 e dottoranda in Musica e Spettacolo alla Sapienza di Roma. L’autrice costruisce un gioco di rimandi in cui le comparse di un capitolo diventano i protagonisti del successivo e le domande (e le tentate risposte) si moltiplicano, tra omicidi (reali, tentati o presunti), anelli preziosi, disturbi mentali, malattie, funerali e fughe spaventose. È possibile tornare sempre più indietro, e riunire tutti i fili apparentemente sconnessi che uniscono le nostre vite?

madama matrioska anja boato accento

Il 13 gennaio esce per Elliot Come d’aria di Ada d’Adamo. L’autrice, classe ’67, vive e lavora a Roma, dove si è diplomata all’Accademia Nazionale di Danza e laureata in Discipline dello spettacolo. Ha scritto e curato volumi sulla danza e il teatro del Novecento. Ha trascorso molto tempo a osservare il corpo e le sue declinazioni sulla scena contemporanea, e ne ha scritto in diversi saggi sulla danza e il teatro. Anche questo libro parla di corpi: il suo e quello della figlia Daria. In Come d’aria troviamo infatti una donna alla soglia dei cinquant’anni, che scopre di essersi ammalata. La diagnosi diventa occasione per rivolgersi direttamente alla figlia adolescente, nata con una grave disabilità, e raccontarle la propria – anzi, la loro – storia.

ada d'adamo come d'aria

È il 29 febbraio, e un’edizione straordinaria del TG annuncia l’imminente fine del mondo. Iniziano preparativi, avvengono reazioni scomposte, isterie di massa, fenomeni non troppo naturali si abbattono su tutta la terra: ma noi seguiamo X, cassiera di un supermercato all’interno del centro commerciale Magna Grecia, nell’hinterland napoletano, e Y, commesso di un negozio di casalinghi nel medesimo centro commerciale… In uscita a febbraio per effequ Il senso della fine – Inesorabile storia d’amore, debutto di Marianna Crasto, finalista al premio Calvino.

marianna crasto il senso della fine

E se in una grande casa della vasta pianura emiliana non se ne andasse mai via nessuno; se per decenni e decenni non morisse più nessuno? Nonni e nonne, bisnonni e trisavole, bisnipoti? Odi e felicità, maldicenze che si accumulano, bugie e leggende che si mescolano, amori e guizzi geniali che si potenziano a vicenda? E se, in aggiunta e viceversa, un bel giorno morisse Dio? Sicché nelle chiese si scatenasse un “fuori tutto” fatto di altari, confessionali, madonne a prezzi imbattibili? Chi ama i libri di Gianni Celati e lo stile di una certa narrativa emiliana, molto legata al linguaggio orale e alle storie vagamente surreali e poetiche, probabilmente apprezzerà Poco mossi gli altri mari di Alessandro Della Santunione, in uscita per marcos y marcos a metà febbraio. Nella biografia dell’autore si legge che da bambino, dopo una gita a Recanati, dichiarò che da grande avrebbe fatto il poeta, forse lo scrittore…

Alessandro Della Stantunione

Sempre marcos y marcos a giugno pubblicherà un altro esordiente, Vincenzo Scalfari. L’autore di Storia d’amore e archeologia, archeologo pentito, nella vita si dedica all’insegnamento e alla scrittura. Nato in Calabria, vive a Modena. Il suo libro ha per protagonista proprio un giovane archeologo alle prime armi, alle prese con lo sfruttamento praticato negli scavi, con la follia degli affitti nelle grandi città e, in generale, con le difficoltà del precariato. A un certo punto, però, il protagonista si ribella…

E arriviamo a parlare del fantasy d’esordio di Valentina Pinzuti, Di cenere e ombra, in uscita in primavera per Tea (e che si è fatta notare grazie al torneo letterario IoScrittore). La protagonista, Mys, ha vent’anni e uno strano segno sul polso. È un’abile ladra ma, nei bassifondi di Eidinn, corrotta capitale dell’impero di Calydon, non è facile tirare avanti. È anche una ashling, persone dalle abilità soprannaturali che sono da secoli cacciate e uccise per la loro magia, venduta poi al mercato nero ai migliori offerenti. Finché un nuovo, letale, risvolto della propria magia non attira su di lei le attenzioni del capo criminale Brazer e di una misteriosa tratta di ashling, che vuole adesso mettere le mani su di lei… L’autrice di questa storia, nata nel 1986 in provincia di Siena, laureata in scienze politiche, ha studiato ad Amsterdam e vive a Bruxelles, dove ha lavorato per riviste, associazioni e agenzie di comunicazione. È anche traduttrice, e racconta, non a caso, di amare il clima piovoso del nord Europa e di essere affascinata da personaggi incompresi e dall’idea di trasformare la realtà, per poterla raccontare.

valentina pinzuti di cenere e di ombra

Dopo il fantasy di Pinzuti, una storia vera. Sara Poma, nata a Pavia nel 1976, è autrice e curatrice di contenuti audio per Chora Media. A gennaio HarperCollins Italia pubblicherà il suo esordio, Il coraggio verrà, romanzo biografico sulla vita di Maria Silvia Spolato, a cui Poma nel 2021 ha già dedicato Prima, una serie podcast in sei episodi prodotta da Spotify Studios in associazione con Chora. Al centro, la vita della prima donna italiana a fare coming out, nel 1972.

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E sempre HarperCollins Italia, a marzo pubblicherà Il ricordo nel nome di Tezeta Abraham, racconto autobiografico di formazione che narra il viaggio dall’Africa all’Italia di una donna e una bambina. L’autrice, nata a Gibuti nel 1985, all’età di cinque anni si trasferisce a Roma, città nella quale è cresciuta. Nel 2017 e nel 2018, nel ruolo di Francesca, è una delle protagoniste della serie televisiva È arrivata la felicità, andata in onda su Rai. Nel 2018 è poi tra i fondatori del Collettivo N – spazio di aggregazione per le maestranze afrodiscendenti nel panorama del cinema italiano.

Ben quattro i debutti in casa e/o nel corso del 2023: a maggio uscirà Molotv e Bigodini di Amedea Pennacchi (sorella di Antonio, l’autore di Canale Mussolini venuto a mancare nell’agosto 2021), una storia del secondo Novecento italiano fra rapporti familiari, politica e lotta, ambientata nei decenni che hanno reso l’Italia e gli italiani quelli di oggi; sempre a maggio sarà la volta del primo romanzo del libraio Rocco Pinto, una storia d’amore e di libri dal titolo Storie stra-vaganti. Viaggio intorno al libro; a settembre arriverà l’opera prima di Franco Bernini, sceneggiatore e regista, dal titolo Il trono: protagonista Niccolò Machiavelli, che spia Cesare Borgia per conto della Repubblica di Firenze. Il libro, sottolinea l’editore, coglie il sentimento duplice di Machiavelli, da una parte sostenitore degli ideali repubblicani di Firenze e dall’altra ammiratore, suo malgrado, del cinismo e della ferocia del Borgia; sempre in autunno toccherà anche a Sabrina Gabriele, con una storia d’amore che attraversa più Paesi.

Saranno tanti anche gli esordi per Fandango: a febbraio è in uscita Il corpo nero di Anna Maria Gehnyei, in arte Karima2G, cantante e produttrice di origine liberiana, che qui racconta la sua vita da ragazza nera di seconda generazione nata in Italia. La storia, fatta di ricordi, suoni, amore e vergogna, di chi, nonostante il mancato riconoscimento dalle istituzioni e una cittadinanza negata, decide di non cadere nella trappola del vittimismo.

Ad aprile tocca a Simona Pedicini con Morte per grazia ricevuta. L’autrice, tanatoesteta e teologa, “regala al lettore un canto all’amore impossibile, impastato di egoismo, possesso e sangue”. Due protagonisti, in una Napoli senza tempo, che si liberano della propria identità, al di là dei generi e dei nomi.

Sempre per Fandango, a giugno arriva La tenda di Fulvio Risuleo, regista e autore di graphic novel in collaborazione di Antonio Pronostico. Nel suo primo romanzo troviamo una giovane coppia, che scoppia appena prima di una vacanza, e una scommessa per il protagonista: partire in tenda, campeggiare a casa degli amici e ritrovare se stesso.

A giugno arriva pure l’esordio di Anna Puricella, giornalista pugliese: Monteruga, ambientato nella terra dell’autrice, narra di segreti familiari e di una vendetta sepolta, che riemergono nell’afa di agosto, travolgendo il giovane custode di un paese abbandonato del Salento

Restando ancora dalle parti di Fandango, a settembre sarà il turno di Denti di latte di Silvia Calderoni, attrice teatrale e performer, che racconta “l’infanzia selvaggia, impaurita e straordinaria di una creatura che vive di proiezioni, immaginazione e solitudine“, con il centro la domanda: “Che cos’è la realtà? Quante realtà esistono in definitiva?”.

In casa Corbaccio, nella seconda metà di aprile, è prevista l’uscita de I fuoriposto, del salentino Cosimo Buccarella, che non a caso ci porta in Puglia (regione molto presente in questa selezione), vicino a Nardò, dove il mare di Santa Maria al Bagno brilla trasparente sotto il sole. Brillava anche nel 1946, quando tutt’intorno, invece, era miseria nera, ereditata da generazioni e ingigantita dalla guerra. Nel romanzo l’autore, già protagonista al torneo letterario gratuito IoScrittore, descrive, sulla base di una documentazione scovata in archivi minori, locali, le vicende di un campo per “displaced persons“, che ha avuto parte nella storia dell’emigrazione in Palestina dei sopravvissuti alla Shoah, ma anche nel tessuto della società di allora.

cosimo buccarella i fuoriposto esordi corbaccio

Veniamo al debutto italiano di minimum fax per 2023: si tratta di Vanni Lai, classe 1983, due volte finalista al Premio Calvino (2017 e 2020), che ha già pubblicato racconti su riviste. Il suo primo romanzo, La cantadora, esce a inizio giugno: sulle strade polverose della Sardegna del primo Novecento, una vedova, armata di pistola, si sposta da un paese all’altro, di festa in festa. È la Cantadora, stella del canto a chitarra: adorata e invidiata dal pubblico in egual misura, con la sua voce potente e melodiosa incanta le piazze. Ispirandosi alla vera vita di Cándida Mara (1877-1927),  la prima donna del canto sardo a chitarra, capace di sfidare una società maschilista con scelte di vita forti, il romanzo di Lai narra una storia di dolore e riscatto, morte e rinascita.

Due gli esordi per 66thand2nd: a marzo quello di Lavinia Mannelli, autrice de L’amore è un atto senza importanza, dove la protagonista è una bambola del sesso che irrompe nella vita di una giovane coppia. Giorno dopo giorno Tamara, lasciata sul divano, assorbe la cultura televisiva e impara dalle trasmissioni di intrattenimento che cos’è l’amore. A maggio, invece, arriva il primo libro di Maurizio Amendola, Il laureando, che narra la vita di Livio Maiorano, giovane di buona famiglia iscritto a Giurisprudenza, che mente su di sé e sui suoi studi. Mentre lo fa, indaga sé stesso e le sue relazioni, tra promesse e inganni, chiedendosi se mai riuscirà a trovare una via d’uscita quando il castello costruito crollerà.

Bulky, che in inglese significa “ingombrante”, è anche un termine medico, oncologico, usato per indicare una massa maligna che va asportata. Luce, la protagonista del romanzo d’esordio di Raffaella Simoncini, appena uscito per Neo Edizioni, ha trovato questa parola nella sua cartella clinica, e da quel momento la usa per dare un nome alla malattia e per indicare la freddezza e l’asetticità della diagnosi, delle terapie e della lunga convalescenza. L’autrice del romanzo, in cui la malattia al centro, è nata a Milano e vive a Pescara. Frequenta laboratori e spazi teatrali, studia scrittura creativa ed è tra le fondatrici dell’Associazione FonderieArs, che si occupa di arte e teatro.

bulky raffaella simoncini

E infine spostiamoci a San Fermo, paese di lavoratori circondato da fabbriche e campi di granturco, dove fa la sua comparsa il nuovo medico della mutua, che da subito viene ribattezzato, con affetto, ol duturì. Ma l’improvvisa apparizione di una donna, giunta fin lì per cercarlo, rompe l’idillio, inesorabilmente. Ed è così che tra malinconie amorose, reciproche incomprensioni, cicchetti trangugiati fino a tarda notte, amicizie fraterne che durano ben oltre la memoria e le menzogne del passato, Alberto Locatelli in Airù (il suo debutto, in libreria a maggio per Italo Svevo) imbastisce un’indagine dal sapore epico eppure famigliare.

alberto locatelli aiurù esordienti 2023

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