Al voto: per una Scuola pienamente Pubblica e un Diritto allo studio per Tutti/e

L’Italia si è desta? No.

L’anno scolastico 2022-2023 giuridicamente è iniziato il primo Settembre. In alcune zone le lezioni sono riprese. In successione inizieranno in tutte le Regioni da Lunedì giorno 12.

Facciamo gli Auguri a Tutti e a Tutte coloro che con varie funzioni saranno consapevoli di dover realizzare un anno scolastico tranquillo e proficuo in ogni grado di Istruzione -Formazione, dall’Infanzia all’Università.

La Scuola è l’unica istituzione in grado di tenere insieme gli Italiani attraverso l’insegnamento dei Valori costituzionali da attuare, apprendendo il passato, ragionando sul presente e proiettandosi al futuro. Accadrà anche nel 2022-2023 Pur nel turbinio delle vicende politiche che presentano troppe insidie anche per lo stesso sistema scolastico. C’è chi vuole l’Autonomia differenziata, per attribuire potestà legislativa nel campo dell’Istruzione alle singole Regioni richiedenti, prefigurando la formazione di “staterelli”.

Si avvertono scricchiolii su ogni fronte, in quello economico, in quello sociale, in quello politico e anche in quello istituzionale.

Si avvicina il 25 Settembre e si dovrà andare a votare. Il diritto al voto è uno dei pochi diritti costituzionalmente ancora garantito e attuabile. E’ facoltativo esercitarlo. Ma non farlo è civicamente un male.

L’interruzione del Governo è stata causata dalle posizioni di sfiducia del M5s di Conte, prontamente utilizzate dagli egoismi elettoralistici di Berlusconi (Forza Italia) e di Salvini (Lega ) a soli pochi mesi dalla scadenza naturale. Facendo la gioia della Meloni.

A pensare che durante le recenti trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica sia Berlusconi ( che vi aspirava), sia Conte (che mal sopportava) sia Salvini ( che si era autocandidato inutilmente a dominus dei contatti per la scelta del nome del Presidente,), tutti e tre si erano sperticati in affermazioni altisonanti contrarie a farlo salire al Colle perché …” Draghi è troppo indispensabile quale Presidente del Consiglio”. Le motivazioni addotte erano: “…C’è il PNRR da portare a termine…ci sono tanti atti legislativi che devono completare il loro corso…”. Tutte ipocrisie. Dopo soli pochi mesi Draghi è stato sfiduciato. Con argomentazioni certamente non nell’interesse del Paese Fatto sta che si sarebbe andati a votare per fine legislatura solo dopo meno di 10 mesi!

blankIl curioso è che adesso da Draghi, rimasto solo per l’ordinaria amministrazione, vogliono misure eccezionali e stanziamenti rilevanti per arginare la crescente crisi sociale e produttiva causata dall’abnorme rimbalzo dei prezzi e dalla carenza energetica. Conte e Salvini e Berlusconi strillano l’allarme della crisi. Di recente si è aggiunto Calenda. Vorrebbero ulteriori indebitamenti, chiamati scostamenti di bilancio, da caricare sulle spalle delle prossime generazioni. Invece di pretendere di prelevare risorse finanziarie da chi in questi anni si sta continuamente arricchendo sfruttando le crisi: pandemica, climatica e bellica.

E’ stato irresponsabile far cadere il Governo a pochi mesi dal rinnovo del Parlamento.

Sapevano che ci trovavamo da alcuni mesi avvolti in un triplice scenario di crisi :

1-La perdurante diffusione del Covid 19 con 100-200 decessi al giorno e centinaia di migliaia di cittadini infettati negli Ospedali o in obbligo di dimora,

2-La disastrosa crisi climatica con distruzioni alluvionali e siccità devastanti per i prosciugamenti e le perdite di interi raccolti in quasi tutti i comparti agricoli

3-La invasione della Ucraina da parte della Russia con lo scatenamento di una guerra di scontro sotterraneo tra espansionismo USA,( attraverso la Nato e la sudditanza europea) , e le rivendicazioni tardo – imperialistiche della Russia.  Ce la stiamo intestata considerando l’Ucraina territorio di difesa dei Valori e anche della nostra incolumità. Cosa non vera, enfatizzata al punto che invece di spingerci alla ricerca della Pace, ossequiosi ai voleri USA- NATO , abbiamo r-aggirato la lettera e lo spirito dell’art. 11, inviando continuamente armi. Non siamo entrati in guerra, ma partecipiamo alla guerra con l’invio di soldi, di armi e con le sanzioni. Le sanzioni hanno storicamente facilitato il consenso interno alle Dittature, cui vengono imposte. Quelle emesse contro la Russia stanno provocando in Occidente uno scombussolamento economico, rischi di rottura sociale e crisi della democrazia. Quel che stanno provocando in Russia non è quello che auspicavano i tanti esperti. Tutti hanno votato l’invio di armi con delega al Presidente fino a Dicembre. Tutti, anche Meloni. Anche Conte che sta cercando ora di attaccare il PD su questo aspetto. Certamente è stato un grave errore sia per Conte che per Letta non aprire subito una fase di discussione, non sulle alleanze internazionali, ma sul ruolo di autonome decisioni dell’Europa e dell’Italia, sulla strada di fare intervenire gli Organismi internazionali, l’ONU, e impegnarsi per la Pace fino in fondo. Come la nostra Costituzione richiedeva. Come da sempre richiama il Papa. Invece ancora la Presidente Ursula non riesce mai a pronunciare la parola Pace: solo soldi, armi e sanzioni. Ora, tra distruzioni e morti, avanzate e ritirate, si sta assistendo con sempre meno sensibilità e attenzioni. Ci si è convinti che la guerra deve durare! Con un ‘altalena di notizie. Intanto l’asse dei conflitti geopolitici si è spostato nel settore indo-cinese. Con il bel risultato di avere spinto la Russia, che fisicamente sta anche in Europa, verso la Cina.

Durante questi tre scenari di crisi in atto Draghi è stato sfiduciato da chi lo voleva tenere Presidente del Consiglio!

La caduta del Governo ha determinato una scadenza elettorale ravvicinata.

La brevità della campagna sta spingendo i Dirigenti delle forze politiche e i candidati a comunicare per slogan, con affermazioni e promesse poco ragionate. Si punta ad attrarre consensi più per emotività che per raziocinio.

blankSono più presenti le promesse e le avversità che i ragionamenti. I canali TV inscenano incontri spettacolarizzati, con presenze multiple, esperti di tutto, giornalisti sempre saccenti, non adusi a critiche e ad autocritiche, sondaggisti focosi. Mai un incontro in diretta tra elettori-spettatori sorteggiati per categorie e Dirigenti e Candidati di forze politiche. Vanno in onda spettacoli durante i quali le interruzioni pubblicitarie si susseguono e finiscono con lo spezzettare ogni minimo confronto. I quotidiani si affannano con testate dai titoli ad effetto e con paginoni cronacistici “…dell’uno che ha detto e dell’altro che ha risposto…”

Ogni tanto qualcuno più scrupoloso fa i conti delle promesse e rileva che sono “vanverate”. Non si distingue però. Si assommano tutte le affermazioni dando ad esse lo stesso valore.

Ma ci sono differenze enormi tra chi vuole la Flat tax- il Centrodestra- per fare pagare la stessa aliquota a Chi ha un reddito lordo di 20mila euro, ai milionari e ai miliardari e Chi vuole invece l’impegno contro gli evasori e la revisione delle elusioni.

Ci sono differenze enormi tra Chi vuole il Presidenzialismo (Centrodestra) che sconvolgerebbe totalmente gli assetti istituzionali con la compressione della divisione dei tre poteri, propri di una Repubblica democratica, a base parlamentare come la nostra, e Chi invece si batte per difendere il quadro istituzionale e per attuare i Principi della Costituzione.

Ci sono molte differenze tra il Centrodestra che vuole l’Autonomia differenziata, con la spinta delle Regioni del Nord. Esse sapendosi più sviluppate e ricche, egoisticamente, non vogliono riconoscere che il loro benessere è frutto dei sacrifici anche dei meridionali e vogliono istituzionalizzare le diseguaglianze. Mentre al contrario c’è Chi si batte per rimuoverle le diseguaglianze, come la Costituzione chiede ( art. 3 comma 2 ). Bisogna non differenziarsi, ma battersi per avere giustizia sociale e rappresentanze politiche e sindacali regolamentate, per rafforzare i livelli di democrazia, infiacchiti dalle pratiche “malaffariste”, dai ripetuti trasformismi e dai disinvolti comportamenti ingannevoli verso gli elettori.

Pensate agli innumerevoli passaggi da una forza politica all’altra, e alle innumerevoli fughe avvenute nel M5s che doveva innovare i comportamenti dei vecchi politici .

Pensate ai comportamenti del duo Renzi – Calenda

blankIl primo volle vigliaccamente liquidare Letta, costringendolo alle dimissioni dalla Presidenza del Consiglio con il meschino “ stai sereno”. Egli, dopo essere divenuto Segretario del PD e poi Presidente del Consiglio, ha solo lavorato per snaturarne l’identità e il patrimonio storico di lotta e di impegno, con le funzioni sociali, politiche e di sostegno alle scelte di difesa dei lavoratori richieste dal Sindacato unitario e specificamente dal Sindacato CGIL Egli, con arrogante avventurismo impose modifiche regressive nello Statuto dei lavoratori, così come nella Scuola, risultate dannose fallimentari. Ha imposto una Legge elettorale, quella vigente per il 25 Settembre, in compagnia del servente Rosato, con sette voti di sfiducia, organizzata per potersi assicurare una futura collocazione in Senato, che avrebbe voluto abolire, pronunciando la stupida minaccia referendaria…. che altrimenti avrebbe smesso di far politica! Magari l’avesse rispettata. Non avrebbe continuato a far danni. Come ha fatto anche nella recente legislatura. Aiutato dalla quinta colonna di parlamentari da Lui scelti e rimasti nel PD, spinse il Segretario Zingaretti a fare il Governo con il M5s di Conte Presidente. Salvo staccarsi poi dal Partito per formare una nuova compagine. Subito dopo provocò la crisi del Governo Conte che aveva voluto!

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Il secondo, Calenda, divenuto parlamentare europeo con la lista del PD a cui si era iscritto, non meno trasformista del primo, si è pure rivelato menzognero e subdolo. Se n’è andato dal PD, senza però dimettersi dagli incarichi; ha inventato un partito, ha firmato prima un’alleanza con Letta- PD per la campagna elettorale in corso e poi è finito in un’alleanza con Renzi. Curiosamente, insieme hanno inventato un nuovo modello di propaganda elettorale: si sono candidati per nominare Draghi Presidente del Consiglio! Vogliono un consenso in nome di Draghi, che resta muto.

E questo è un grande limite del Signor Draghi! Lo starsene zitto mentre si parla di Lui, senza esporsi. Gli ha fatto guadagnare la Presidenza del Consiglio prima, ma Gli ha impedito poi di andare al Colle.

Dentro questa caciara inscenata in fretta e furia sta emergendo un novello fenomeno: la Giorgia Meloni.

Dopo il fenomeno Berlusconi, (pateticamente presente per rispolverare vecchi, trentennali temi, sforzandosi di essere in forma nel comiziare in solitario, mentre si ricovera puntualmente quando viene convocato dal Tribunale. Che statura di statista!)

Dopo il fenomeno Renzi, auto-svuotatosi per comportamenti arroganti politicamente miopi…

Dopo il fenomeno M5s del duo Grillo-Casaleggio, affiancati efficacemente da Travaglio, Gomez, Scanzi e Padellaro, rovinosamente auto-ridimensionatosi …

Avremo il fenomeno Giorgia?

E’ unica donna a capo di un partito e i sondaggi la indicano vittoriosa.

Anche Lei è artificiosamente pompata da grumi di interessi e da velleitarie nostalgie antidemocratiche. Ricordiamoci che non è una novizia.

I fenomeni si creano costruendo schemi che saltano le contraddizioni delle persone e ne esaltano coerenze che non ci sono. Come per la Giorgia.

E’ stata Ministra della Gioventù con Berlusconi Presidente. Poi se n’è allontanata con “schifo”. Oggi si ritrova a braccetto. Ha giurato sulla Costituzione antifascista, ma non ha mai festeggiato e riconosciuto la ricorrenza del 25 Aprile, Festa  della Liberazione. Perché, come attesta la fiammella di richiamo fascista presente nel simbolo, come si esprime in maniera scomposta in tante occasioni, ( vedi il comportamento di esaltata tenuto sul palco della manifestazione di Vox, gruppo di estrema destra spagnolo) mantiene stati d’animo e coltiva comportamenti che si richiamano al Fascio, sia sul piano dei diritti civili che su quello istituzionale. E’ regressiva.

Le viene attribuito un comportamento coerente perché è voluta restare all’opposizione durante la legislatura. Ma, per chi ha letto il suo libro, si scoprono le tante affermazioni contraddittorie e incoerenti sia in politica estera e sia in politica interna.

E poi, stando all’opposizione, tante volte abbiamo ascoltato le sue veemenze contro il Governo Draghi. Eppure oggi è alleata con Lega e con Forza Italia e il gruppo dei cosiddetti moderati che sono stati, fino alla sfiducia, convinti sostenitori del Governo Draghi. Cioè ha fatto l’opposizione a Coloro con Cui ora è in “armoniosa alleanza”!

In più, proprio in questi giorni in Trentino ha confermato di voler rispettare gli accordi sull’Autonomia differenziata.

Dimostrazione evidente di inadeguatezza totale nelle prospettive di scelta politica.

Come si fa a conciliare la sua richiesta di Presidenzialismo ( che vuol dire poteri determinanti di Governo nelle mani di un Presidente ) con l’Autonomia differenziata ( che vuol dire attribuzione di Potestà legislativa – cioè potere di Governo alle Regioni richiedenti in 23 materie , tra cui la Sanità, la Scuola, la Protezione civile, lo Sport ecc.)? . Davvero non si comprende.

Intanto nel programma del Centrodestra ci sono tutte e due, Presidenzialismo e Autonomia differenziata. E’ un programma ingannevole se non si realizza. E’ un programma pericoloso se si realizza.

Che cosa accadrà al sistema scolastico italiano se la potestà legislativa sul sistema dell’Istruzione (indicazione degli indirizzi disciplinari finalità, quadri orari, riconoscimento dei titoli, reclutamento del personale, loro formazione e loro trattamenti economici…) viene attribuita al Veneto, alla Lombardia, alla Liguria,,,.? Cosa accadrà quando ciascuna Regione potrà fare scelte ognuna come ritiene? Uno sfascio. Non solo del sistema scolastico nelle norme. Ma, della comunità scolastica italiana, che prima di tutto è oggi il cemento della cultura e della Storia patria, con radici nei Principi e nei Valori della Costituzione.

Con le Autonomie come si sta impostando si procuce lo sfascio e la istituzionalizzazione delle diseguaglianze tra territori e tra strati sociali. Le diseguaglianze sono già manifestamente presenti. Esse verrebbero aggravate e diverrebbero cause di rischiose rotture sociali e dello stesso sistema democratico, non solo nella Scuola, ma anche nella Sanità, nei Trasporti e in altri ben 20 settori che stanno costituendo finora, pur con gravi differenze e carenze, la convivenza civile.

Per contrastare lo sfascio…

Pensiamoci in tempo nel mentre ci rechiamo alle urne.

Io voterò Chi sento impegnato per una Scuola Pubblica e per garantire al massimo il Diritto di Studio, innalzando l’obbligo, estendendo il tempo pieno con servizi mensa e trasporto, mantenendo un sistema di istruzione-formazione unitario, in tutta la Penisola.

Angelo Falbo

Al voto: per una Scuola pienamente Pubblica e un Diritto allo studio per Tutti/e